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Basi del Training Autogeno

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Parliamo di basi del training autogeno: a volte, lo stress quotidiano è una costante che compromette il benessere della vita e procura ansia; giorno dopo giorno, questa logora la vita e porta alla perdita di energie fisiche e mentali, compromettendo il rendimento lavorativo e le relazioni.

Basi del training autogeno: il Training Autogeno è uno strumento indispensabile

Il Training Autogeno è uno strumento indispensabile per il riequilibrio emozionale di ognuno di noi, aumenta la stabilità emotiva e permette il ritrovamento della calma e dell’armonia interiore.

Utilizzare il Training Autogeno significa semplicemente recuperare la naturale capacità di rilassarsi, con la quale tutti noi nasciamo, ma che tendiamo a perdere nel corso della vita, sia per i ritmi stressanti e veloci che ci vengono richiesti

Una volta appreso, lo si può utilizzare per per gestire stress, ansia e tutte quelle emozioni disfunzionali per il nostro benessere psico-fisico.

Basi del Training Autogeno: i tre pilastri

Il meccanismo di azione del Training Autogeno consiste nel ripristino dell’equilibrata funzionalità dei 3 sistemi involontari del corpo umano: il sistema neurovegetativo, il sistema neuroendocrino e il sistema immunitario.

Analizziamo allora le basi fondamentali su cui si regge questa tecnica di Rilassamento.

1- La concentrazione passiva

Il primo dei concetti più importanti su cui è basato il Training Autogeno è la passività, intesa come assenza di volontà.

Nel praticare la tecnica, la volontà deve essere intesa solo per autodisciplinarsi a mantenere una costanza negli allenamenti, per trovare ogni giorno quei pochi minuti necessari da dedicare a se stessi per allenarsi.

L’atteggiamento richiesto per la corretta esecuzione degli esercizi è quello dell’abbandono passivo, in contrasto con lo stato di vigile coscienza a cui siamo abituati.

Il pensiero attivo rappresenta infatti un ostacolo alla realizzazione dello stato di distensione che dobbiamo raggiungere.

2- La partecipazione Corpo – Mente

Il secondo principio fondamentale del Training Autogeno è la vera interconnessione tra lo stato fisico e quello mentale.

Per far emergere la propria parte più profonda è necessario un ascolto calmo di sé, che si realizza attraverso il rilassamento.

Solo allora potremo dare spazio all’ascolto del nostro Io interiore, realizzando quella profonda unità di mente e corpo, alla base del benessere.

Ascoltare i messaggi del nostro corpo

Con l’allenamento possiamo imparare ad ascoltare i messaggi del nostro corpo, raggiungendo gradualmente un equilibrio e una connessione Mente – Corpo.

La medicina attuale, che ha una visione olistica della persona, pone appunto l’attenzione sul collegamento Corpo – Mente come un tutt’uno, non come due entità separate.

Solo attraverso la partecipazione delle due entità può essere raggiunta una Commutazione funzionale del sistema nervoso centrale. Ossia, orientare le funzioni del corpo verso un equilibrio naturale e riarmonizzare i circoli vitali.

3- La commutazione autogena

Praticando il Training Autogeno, e partendo da una concentrazione passiva, possiamo migliorare la correlazione mente-corpo, prendendo contatto col Sé Corporeo a cui non siamo abituati.

Grazie a questi iniziali due processi, possiamo raggiungere quello stato definito Commutazione Autogena, che è un’esperienza unitaria sia dal punto di vista fisiologico che psicologico.

La Commutazione Autogena è un’esperienza d’introspezione e di profondo contatto con se stessi.

È molto importante partire con la mentalità di base passiva che induce le modificazioni psicosomatiche e neurofisiologiche, portando allo stato di COMMUTAZIONE AUTOGENA = REALIZZAZIONE SPONTANEA DI RILASSAMENTO.

Attraverso la Commutazione Autogena puoi davvero invertire la rotta!

Infatti, con la commutazione autogena tutte le strutture del tuo corpo rivolte al consumo di energie vengono “disattivate”, per facilitare quelle aventi compiti di riposo e di recupero per l’organismo.

Grazie per avermi letto!

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